Visualizzazione post con etichetta ristorante. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ristorante. Mostra tutti i post

domenica 13 novembre 2011

Cena (a)tipica : limited edition

La terza edizione della cena a base di animali di edibilità non comune si è svolta presso il ristorante M.Maksi, abbastanza vicino al centro di Pointe Noire.

Il locale è ampio ed accogliente, con un lungo bar ben fornito. La zona, seppur vicina al centro è comunque poco frequentata, non c'è mai ressa e gli avventori sono pochi, quindi ci si puo godere la cena in pace.





La tavola preparata per noi.

La serata, iniziata tardi per via del forte maltempo di questo inizio d'estate, prende il via con antipasti di verdure crude con uova sode e involtini cinesi. In accompagnamento alle pietanze, il trittico Mayo, Merlot e Chenet.


Subito dopo riso naturale, brochettes di pollo e verdure, patatine e banane fritte, pesce alla griglia.
Infine arrivano i piatti protagonisti della serata:

L'istrice, già mangiato durante la cena precedente e che si intravede in alto , nella foto sopra.


Il coccodrillo, di provenienza locale, anch'esso già mangiato precedentemente, ma sempre graditissimo.



L'elefante, estremamente raro da trovare sul mercato e dal sapore ottimo, quasi pari a quello dell'antilope. La carne è magra e fibrosa, di colore scuro e sapore simile alla carne di cavallo ma con un persistente fondo dolce affumicato, che invoglia a mangiarne in abbonzanza. La cottura naturale con verdure semplici ne lascia inalterato il sapore assolutamente da applauso.



Il Pipistrello, ben visibile nella foto qui sotto, è molto comune qui intorno alla città dove lo si puo incontrare in folti guppi sugli alberi a cibarsi di frutta. Non è un piatto per tutti, anzi direi solo per pochi temerari, prima di tutto perchè ci si ritrova nel piatto una specie di topo (o chihuahua) nero con i denti aguzzi, a volte con le ali ancora intere, poi per il suo sapore molto forte e caratteristico. Il suo sapore è molto simile a un piatto di fegatini e rognoni di animale selvatico, ma molto piu forte e persistente. Essendo un animanle piuttosto magro, a volte viene riempito con un trito delle sue interiora e altra carne rossa. Lo si puo trovare in vendita sia al mercato che agli incroci piu trafficati della città, già pulito e precotto.



La cena si conclude con la classica macedonia di frutta, caffè e ammazzacaffè. Un'ottima serata passata in compagnìa dei soliti colleghi, tutti soddisfatti dell'esperienza culinaria.

domenica 12 giugno 2011

Cena (a)tipica : il ritorno

Non paghi della precedente esperienza culinaria sui generis, abbiamo organizzato una riedizione nello stesso locale. Questa volta ho portato con me una macchina fotografica un po piu performante.
Quando si organizzano cene del genere ti rendi conto di quanto le persone abbiano paura di ciò che mangiano; la sola ragione per cui pochi sono i partecipanti è data dal timore di sentirsi male dopo essersi cibati di animali che solitamente non fanno parte del menù a cui socialmente sei abituato...

Il locale è il solito, Espace Soleillà, questo giardino adibito a cene e ricevimenti, con un grande gazebo. Al centro la tavolata. Questa volta il locandiere si è premurato di provvedere ad una migliore illuminazione.




Si incomincia con due antipasti di verdure e uova, accompagnati dalla solita salsina che si usa la posto di olio e aceto; un'abitudine importata dai francesi che non tutti gradiscono perchè spesso copre il gusto di ciò che si mangia.

Il vino è un ottimo cabernet francese, che si fa sentire subito... ma accompagna bene i piatti di carne.

Una volta terminati gli antipasti, arriva il cuoco con i piatti protagonisti della serata.





L'istrice ha un sapore molto forte, sa proprio di selvatico, ma non il classico sapore nauseante che puo avere da noi il capriolo mal riposato nel vino, che dopo due bocconi diventa immangiabile; è un po come se fosse per natura troppo speziato. Anche se il metodo di cottura è blando, poco presente, proprio per non coprire il sapore del soggetto, l'istrice si fa sentire.
Lo si puo comprare, vivo o morto come tutti gli altri animali, al mercato della Citè, presso la zona della grande macelleria all'aperto... un posto fuori dal mondo, da frequentare ben vaccinati...





In Congo ci sono moltissime tartarughe, che usano le coste per deporre le uova. Le si puo incontrare spesso nei primi metri dalla costa in cerca di pesci.
Solitamente gustata in brodo, il suo spezzatino non è niente male. Ha una carne saporita e dalla consistenza leggermente grassa. Da accompagnare con riso naturale.



Al posto del Boa avrebbe dovuto esserci l'elefante, ma purtroppo è un articolo raro e non si sa mai fino all'ultimo se è disponibile o meno.
Comunque sia il Boa è ritornato e stavolta si è fatto apprezzare. Contrariamente alla cena precedente, forse perchè cucinato in maniera diversa, ha fatto notare positivamente la sua presenza; confermo la sua somiglianza piu al pesce che alla carne terrestre.


Qui lo paragonano al classico cinghiale nostrano e infatti in francese lo chiamano sanglier. In effetti la consistenza e l'aspetto della carne sono uguali alla carne di cinghiale, ma il sapore è molto meno forte; è un po come mangiare una bistecca di manzo un po piu dura e molto magra. Da accompagnare con riso o banane fritte.


Infine la serata si chiude con

una bella portata di pesce fritto e dessert di papaja al limone.


Alla prossima :-)

domenica 10 aprile 2011

Cena (a)tipica

Spinto dal desiderio di assaggiare prelibatezze locali, ho organizzato una cena con i colleghi.
Grazie all'aiuto di E. , che in questi giorni sta curandosi dalla malaria :-(, abbiamo prenotato per ieri sera un tavolo da 15 persone presso il ristorante Espace Soleillà, nel quartiere Cimbambà, poco fuori da Pointe Noire, verso sud. Dopo un pò di fatica a trovare il posto (strade non illuminate e niente indirizzi o numeri civici) ci siamo ritrovati tutti all'entrata di un grande giardino completamente immerso nel buio, in sottofondo il gracidare di rane e rospi, qualche uccello notturno, grilli. In fondo al giardino un grande gazebo rotondo, circondato da un muro bianco che funge anche da panchina. Sopra, statue in legno nero e tipiche opere artigianali.
In mezzo al gazebo un grande tavolo a ferro di cavallo: scopriamo di essere gli unici ospiti del locale.


Ora, bisogna dire che l'atmosfera buia è molto piacevole sia perchè crea la giusta ambientazione, sia perchè tiene lontane le eventuali zanzare, ma non aiuta quando si fanno le foto col Galaxy Tab, che non è propriamente una macchina fotografica.

Appena seduti compaiono dal buio ( o forse erano già lì da un pezzo ... ma essendo neri ...) il cuoco e due camerieri che distribuiscono vino francese e acqua in abbondanza.

Si incomincia con due antipasti di verdure, con tonno e olive, che aprono la cena senza appesantire troppo.

Si passa poi al pezzo forte della serata:



Le foto non ingannino, sono il primo assaggio di un bis (non sono stato il solo...).
Il coccodrillo è veramente ottimo, ha il sapore del pollo ma leggermente piu forte, fatto in umido alla congolese e con alcune spezie locali, si fa mangiare molto volentieri. La consistenza della carne è quella del trancio di tonno fatto in padella. Si puo anche mordicchiare la corazza di squame, che non puo mancare nel piatto.






Il non-plus-ultra; l'antilope ha un sapore veramente ottimo e deciso, simile (anche come consistenza) alla carne di cavallo ma senza il sentore selvatico. Da applauso.
A mio parere da provare anche alla brace.






Devo dire che il serpente boa mi ha lasciato perplesso. Mi aspettavo un sapore forte e forse anche leggermente nauseante, invece no. La consistenza della carne di boa è piu vicina al pesce, così come il sapore, molto neutro, non forte e quindi preferibilmente da mangiare per primo per sentirne meglio la presenza. Non è facile da mangiare, poichè ha molte ossa grandi e piccole.
Molte persone amano la carne di boa piu di tutte, ma per me resta terza tra le tre assagiate durante la cena.



La serata prosegue con abbondante pesce alla griglia e finisce con il dessert di macedonia di frutta locale e passion fruit al cucchiaio.


Una cena appagante, atipica e in un ambiente prettamente africano, ad un costo che ci ha lasciati esterrefatti: solo 12'000 FCFA a testa (18 Euro).

La lista degli assaggi prevede in futuro Tartaruga, Istrice, Facocero, Pipistrello, Tapiro, Vipera, Mamba verde e nero (serpente 7 passi),  e altro ancora; è solo questione di attendere la stagione giusta.

martedì 8 febbraio 2011

Pollame ... a reazione


Il menù del giorno del Petrolier spesso e volentieri regala delle simpatiche perle...

lunedì 27 dicembre 2010

Vegas Pub







Il locale VEGAS PUB, detto anche Bar dello Sport, è un classico bar fumoso e retrò al punto giusto.
Un'ampia sala, a sinistra un lungo bancone da bar con sgabelli, a destra tavolini dove poter mangiare qualcosa, un televisore sul canale dello sport. Il personale è gentile, si mangia bene e con pochi soldi. L'atmosfera è molto maschia e rude; entrare vaccinati.