Non paghi della precedente esperienza culinaria sui generis, abbiamo organizzato una riedizione nello stesso locale. Questa volta ho portato con me una macchina fotografica un po piu performante.
Quando si organizzano cene del genere ti rendi conto di quanto le persone abbiano paura di ciò che mangiano; la sola ragione per cui pochi sono i partecipanti è data dal timore di sentirsi male dopo essersi cibati di animali che solitamente non fanno parte del menù a cui socialmente sei abituato...
Il locale è il solito, Espace Soleillà, questo giardino adibito a cene e ricevimenti, con un grande gazebo. Al centro la tavolata. Questa volta il locandiere si è premurato di provvedere ad una migliore illuminazione.
Si incomincia con due antipasti di verdure e uova, accompagnati dalla solita salsina che si usa la posto di olio e aceto; un'abitudine importata dai francesi che non tutti gradiscono perchè spesso copre il gusto di ciò che si mangia.
Il vino è un ottimo cabernet francese, che si fa sentire subito... ma accompagna bene i piatti di carne.
Una volta terminati gli antipasti, arriva il cuoco con i piatti protagonisti della serata.
L'istrice ha un sapore molto forte, sa proprio di selvatico, ma non il classico sapore nauseante che puo avere da noi il capriolo mal riposato nel vino, che dopo due bocconi diventa immangiabile; è un po come se fosse per natura troppo speziato. Anche se il metodo di cottura è blando, poco presente, proprio per non coprire il sapore del soggetto, l'istrice si fa sentire.
Lo si puo comprare, vivo o morto come tutti gli altri animali, al mercato della Citè, presso la zona della grande macelleria all'aperto... un posto fuori dal mondo, da frequentare ben vaccinati...
In Congo ci sono moltissime tartarughe, che usano le coste per deporre le uova. Le si puo incontrare spesso nei primi metri dalla costa in cerca di pesci.
Solitamente gustata in brodo, il suo spezzatino non è niente male. Ha una carne saporita e dalla consistenza leggermente grassa. Da accompagnare con riso naturale.
Al posto del Boa avrebbe dovuto esserci l'elefante, ma purtroppo è un articolo raro e non si sa mai fino all'ultimo se è disponibile o meno.
Comunque sia il Boa è ritornato e stavolta si è fatto apprezzare. Contrariamente alla cena precedente, forse perchè cucinato in maniera diversa, ha fatto notare positivamente la sua presenza; confermo la sua somiglianza piu al pesce che alla carne terrestre.
Qui lo paragonano al classico cinghiale nostrano e infatti in francese lo chiamano sanglier. In effetti la consistenza e l'aspetto della carne sono uguali alla carne di cinghiale, ma il sapore è molto meno forte; è un po come mangiare una bistecca di manzo un po piu dura e molto magra. Da accompagnare con riso o banane fritte.
Infine la serata si chiude con
una bella portata di pesce fritto e dessert di papaja al limone.
Alla prossima :-)
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